Syriza e l’Altra Europa

Andreou: «Qui tante le presenze di antagonismo sociale, politico e culturale»

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Andreas Andreou


Riceviamo e pubblichiamo l’intervista di Andreas Andreou rilasciata il 13/03/2015 al quotidiano on-line “La Città di Salerno” con titolo Syriza e l’Altra Europa per la Campania a cura di Carlo Pecoraro.
La pubblicazione rientra alle iniziative della Comunità Ellenica di Napoli e Campania di promozione della “partecipazione” e del dialogo su temi di attualità, politica, società, cultura e di confronto su idee, progetti e valori “condivisi”.


Andreas Andreou residente a Salerno dal lontano 1980 come giovane studente, poi  insegnante negli istituti statali,  per molti anni militante della sinistra (Democrazia Proletaria e Rifondazione Comunista), sebbene da tempo senza nessuna tessera o bandiera di partito, è recentemente sceso in campo grazie al vento greco dell’Altra Europa per Tsipras. Punto di riferimento per tutti gli studenti greci passati dall’ ateneo della nostra città negli ultimi trenta anni circa, egli  è anche figura attiva all’interno della Comunità Ellenica di Napoli e Campania.

Cosa sta accadendo sotto il Partenone?

Posso così sintetizzare:Il nuovo governo greco è il primo governo “No global” della Storia. Come sempre quando si vivono momenti storici straordinari, epocali, è difficile comprenderli nelle loro reali dimensioni. Mi spiego meglio: il governo di Syriza è l’effetto dell’onda lunga dei Social Forum e delle loro rivendicazioni degli ultimi 15 anni e dell’ancora più recente (2011) Occupy Wall Street movement e del suo slogan “We Are the 99%” di oltreoceano. E’ per questo che il terremoto politico greco con “l’inaspettata” vittoria della sinistra radicale non è ubicato in un piccolo paese a sud dei Balcani ma ha invece come epicentro l’Europa. Quello che sta accadendo oggi in Grecia è un fenomeno sociale e politico pienamente immerso nelle contraddizioni e conflitti odierni dell’Occidente e nasce, ripeto, dalla mareggiata dei Social Forum del Vecchio Continente che ha investito anche New York del “Siamo il 99%”. Rappresenta una critica al sistema neoliberista e alle sue disumane ingiustizie che fa tremare oggi i tecnocrati dell’ Unione Europea dalla paura che il vento greco si estenda contro l’austerità anche in altre parti del continente.

Atene, Piazza Syntagra | Febbraio 2015 | Manifestazione spontanea a favore del nuovo governo Tsipras

Governo No global sembra un ossimoro

Proprio per questo la vittoria di Syriza e quanto accade oggi nel conflitto fra i poteri forti dell’UE e la Grecia è una novità dirompente assoluta. Non è soltanto l’agenda contro rigore e austerità con cui il nuovo governo si presenta davanti ai partner a testimoniare la sua natura Noglobal, ma è la stessa storia personale dei militanti e dirigenti di Syriza, a partire dal Primo Ministro Tsipras,  che li colloca su questa parte della barricata antiliberista. Molti membri dell’attuale Esecutivo sono stati attivisti dei Social Forum in tutta l’Europa e la loro formazione, prassi ed elaborazione politica si evolvono all’interno di questo contesto di lotte. Basti ricordare il G8 di Genova del 2001 e gli ottocento manifestanti arrivati dalla Grecia di cui centotrentacinque non hanno mai potuto raggiungere Genova ma sono stati manganellati nel porto di Ancona appena arrivati e rispediti in patria con la solita scusa/accusa di infiltrazione anarchica..Fra i centotrentacinque c’era pure il nuovo Primo Ministro costretto a ripartire con qualche lieve contusione da manganello. Molti dirigenti di Syriza riconoscono tuttora di aver appreso molto dall’esperienza italiana dei movimenti sociali e raccontano la loro delusione per il tramonto del “Movimento dei Movimenti” specie dopo la svolta governista di Rifondazione Comunista a metà degli anni 2000..Ma questa è un’altra storia

Ma ora Syriza sta al governo con un partito di destra

Questo può sembrare paradossale visto che in Grecia esiste un partito comunista il K.K.E che ha avuto una percentuale più alta dell’alleato di destra al governo(K.K.E al 5.5% mentre Anel al 4.7%) ma che ora sta all’opposizione. Questo partito che esiste “perchè i suoi dirigenti hanno dimenticato di morire” come disse il filosofo e psicanalista sloveno Slavoj Zizek,  non ha voluto allearsi con Syriza. Per gli adepti a tale partito, che sono antieuro e antiUE, arrivare al governo in una società capitalistica è solo un affare borghese, aspettano messianisticamente che arrivi l’ora ‘x’ in cui i mezzi di produzione passeranno nelle mani del proletariato e solo allora saranno interessati al potere una volta sconfitto taumaturgicamente il capitalismo. Insomma una storia triste e ottusa, settaria e mummificata quella del K.K.E unico partito in Occidente ancora filosovietico! Per cui non c’era alternativa per Syriza che l’accordo con la formazione di Anel che proviene da una scissione anzi espulsione da Nea Democrazia proprio perché contraria al Memorandun e alla sadica austerità imposta ai Greci. Altrimenti Syriza avrebbe dovuto rifiutare la formazione di un governo con la speranza di nuove elezioni a breve per conquistare ancora due seggi e avere la maggioranza assoluta..incognite ed avventure non ammesse in politica, mentre da protocollo il Presidente della Repubblica, nel giro delle consultazioni per formare un governo, sarebbe stato obbligato a dare incarico esplorativo anche al terzo partito più votato e cioè ad Alba Dorata dei neonazi!La lascio immaginare la planetaria vergogna, incarico di formare governo ad un partito che, è bene che la gente sappia, nelle sua omonima rivista scrive: “..siamo nazisti, se ciò non disturba a livello espressivo, perché nel miracolo della Rivoluzione Tedesca del 1933 abbiamo visto la Potenza che libererà l’umanità dal marciume ebraico, abbiamo visto la Potenza che ci condurrà in un nuovo rinascimento, abbiamo visto la splendida rinascita degli istinti ancestrali della razza..l’uomo degli dei e semidei..”.Questo partito grazie alla cura dell’ austerità imposta dalla Troika e applicata dai governi greci di Nea Democrazia e Pasok e la conseguente crisi sociale ed emergenza umanitaria dallo 0.4% di consensi ottenuto alle elezioni europee del 2009 è passato al 7% alle elezioni politiche del 2012

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Atene, Piazza Syntagra | Febbraio 2015 | Manifestazione spontanea a favore del nuovo governo Tsipras

Ma il negoziato fra Ue e Grecia diventa molto difficile e sembra che Syriza stia cedendo su diverse sue richieste mentre all’interno del partito cresce il disagio per le promesse non mantenute.

Nel contesto politico istituzionale odierno dell’UE, visti i rapporti di forza, è impossibile non fare compromessi, se non c’è altra possibilità che la permanenza nel quadro europeo. Ma la novità assoluta che irrita più di ogni altro i potenti partner del Nord non è tanto la sostanza economica e le percentuali di quanto possano essere vitali ovviamente per la Grecia, ma il fatto che Tsipras e Varoufakis abbiano messo in discussione i diktat della famosa Troika, che rifiutano persino di nominarla mentre in tutta l’Europa tutti i governi sia di centrosinistra che di centrodestra hanno obbedito e li hanno accettati. La dirompenza del conflitto fra UE e Grecia è costituita dalla pretesa di Syriza di ristabilire il primato della Politica sull’Economia. Sfidare non più in qualità di movimento politico o partito ma in qualità di governo dell’ eurozona la bibbia del rigore e dell’austerità, è il peccato imperdonabile dei giovani Greci al governo, “ rossi irresponsabili” secondo Schaeuble, mentre per il premio nobel in economia P.Krugman sono competenti, capaci e tenaci, e sarebbero “ stupidi” invece i ministri dell’eurozona se non accettassero le loro richieste. Un altro autorevole economista James Galbraith, figlio di J.Kenneth Galbraith che fu l’economista di Kennedy, che ha supportato informalmente la delegazione greca in una recente intervista su Repubblica, esprime il suo sdegno scandalizzato per “la tanta ignoranza e arroganza da parte di molti ministri” e per come,  egli diceva, “ho visto Schaeuble che zittiva Juncker così comanda Berlino  nei vertici di Bruxelles”. Per quanto riguarda le critiche da sinistra contro Tsipras all’interno di Syriza volevo ricordare che il partito costituito come tale appena nel luglio del 2013, anche per poter usufruire del premio di maggioranza in caso di vittoria, è formato da tredici diverse formazioni politiche che si sono confrontate ed amalgamate nello “Spazio di Dialogo per l’unità dell’azione della sinistra” accanto e dentro le lotte dei movimenti politici e sociali da diversi anni. Una polifonia dunque con diverse sensibilità politiche e culturali che va dai comunisti ortodossi agli eretici trotskysti, dagli ecologisti ai libertari anticapitalisti, e altri, cioè tante anime che non solo sono rappresentate all’interno del nuovo parlamento ma anche in seno all’Esecutivo. Sono fiducioso e ottimista che questo miracolo dell’unità  a sinistra  durerà, anche perché molti quadri dirigenti di Syriza alla vigilia dell’auspicata vittoria delle elezioni, erano ben consapevoli che “Syriza stesso faceva parte del problema e non era la soluzione”. Ovviamente una volta vinte le elezioni dovranno governare e sono obbligati a dare soluzioni. Impresa ardua perché il governo di sinistra si trova difronte uno Stato borghese ma con una burocrazia anacronistica arretrata e corrotta, funzionale solo agli interessi delle oligarchie e al clientelismo delle caste al potere.

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Napoli, Largo Berlinguer | Febbraio 2015 | Manifestazione di solidarietà per il popolo greco

Quale salvezza per la Grecia allora? 

Parliamo prima della sopravvivenza dell’emergenza umanitaria che rappresenta per il governo greco la priorità assoluta. I dati sono della Lancet, rivista medica americana fra le più prestigiose al mondo che scrive: “Nel febbraio 2014 a causa della malnutrizione, della riduzione dei redditi, della disoccupazione, della scarsità di medicine negli ospedali, dell’ accesso sempre più arduo ai servizi sanitari(specialmente per le madri prima del parto), le morti bianche dei lattanti sono aumentate fra 2008 e il 2010 del 43%. Il numero dei bambini nati sottopeso è cresciuto del 19%, quello dei nati morti del 20%. Al tempo stesso muoiono i vecchi più frequentemente. Fra il 2008 e il 2012 l’incremento è del 12.5% fra gli 80-84 anni e del 24.3% dopo gli 85. E si estende l’aids, perchè la distribuzione di siringhe monouso e dei profilattici è bloccata. Malattie rare o estinte ricompaiono, come la Tbc e la malaria. Quest’ ultima era sparita da 40 anni. Oggi mancano soldi per debellare le zanzare infette..Siamo di fronte ad una tragedia della sanità pubblica, ma nonostante l’evidenza dei fatti le autorità responsabili insistono nella strategia negazionista”..Ecco questa è la “catastrofe umanitaria” di cui parla Tsipras con  tre milioni e mezzo di Greci senza assistenza sanitaria, per non parlare dei suicidi, dei senza tetto decuplicati ad Atene, dei debitori per cui era iniziata a dicembre la confisca anche della prima casa seguendo gli ordini della Troika inviati via email al vecchio governo, come ormai sanno tutti, ricette e cure  imposte dalla Troika che hanno  ridotto del 25% il PIL greco con oltre il 25% di disoccupazione e 2.500.000 persone che vivono sotto il livello di povertà spesso senza luce in casa. Ecco su questo fronte il nuovo governo ribadisce, nella famosa lista di riforme accolta con qualche mugugno i giorni scorsi da parte di UE FMI BCE, che non intende retrocedere. Per finanziare la spesa pubblica rispettando i vincoli di Bruxelles dovrà pertanto rapidamente procedere alla lotta all’evasione fiscale e alla corruzione per recuperare risorse che potranno essere ottenute  solo se  risanati e  modernizzati gli apparati  dello Stato ancora paralizzati da una burocrazia spesso complice con le malfatte dei politici corrotti e caste di imprenditori e altri affaristi, grandi evasori. Una per tutte:la Grecia fino al 2009 era la prima flotta mercantile al mondo, oggi sta al secondo posto con 3000 navi. Ebbene è prevista per legge l’esenzione dalle tasse degli armatori greci, l’oligarchia più potente del paese. I compromessi di cui è criticato da sinistra Tsipras, servono oggi per assicurarsi i finanziamenti europei e recuperare tempo per agire in questa direzione delle riforme per evitare bancarotta e asfissia. E lo scontro con le oligarchie è alle porte: nella lista inviata a Bruxelles da Varoufakis per le frequenze televisive è previsto anche pubblico concorso con il controllo strettissimo dei crediti bancari verso i mass media e i partiti, cioè l’ intreccio corrotto e corrompente fra mezzi di informazione, banche e politica che ha regnato per decenni. Ma ovviamente la vera salvezza di Syriza e del governo di sinistra potrà venire soltanto dal sostegno e la maturità del popolo stesso e dalla solidarietà internazionale in uno scenario nuovo in cui cambiano i rapporti di forza. Questa è la cosa  più temuta dalla governance globale della finanza e cioè che la fiammia olimpica di Tsipras accenda in Europa il risveglio di forti rivendicazioni da parte di ampi movimenti sociali e politici per la fine del rigore e dell’austerità divenuti sinonimo di ingiustizia sociale e abbassamento del tenore di vita della classe media,   per una ridistribuzione più equa del reddito,  la condivisione dei beni comuni e  la conversione ecologica dell’ economia con uno sviluppo sostenibile, come rivendica il  partito di Syriza. Ci sono bei segnali all’orizzonte. Dal Podemos in Spagna alle piazze filoelleniche in tante città europee si sta sollevando un vento simile a quello greco e la vera speranza di salvezza per la Grecia sarà l’affacciarsi di forti movimenti e  altri governi contro l’austerità e la schiavitù imposta dai mercati finanziari che violano diritti, libertà e democrazia. C’è bisogno assoluto di un nuovo romanticismo filoellenico, non solo per liberare la Grecia questa volta dalla morsa dell’austerità che ha ridotto il paese nella miseria, ma per difendere i popoli europei stessi dalla decadenza globalizzata che porta dritta al depauperamento e alla perdita di ogni identità mentre nuove guerre “giuste” sono alle porte per inconorare di ignominia le società e per regolare gli affari fra i potenti. La Grecia oggi “viaggia in direzione ostinata e contraria” e, dopo secoli, con i “ragazzi rossi irresponsabili” al governo che non rappresentano nessuna casta, élite di interessi o lobby di potere  (e questo è il loro tallone di Achille ma anche la loro meravigliosa forza basata solo sul popolo) ci indica di nuovo i connotati della Democrazia del ventunesimo secolo che non può che appellarsi alla coscienza, all’etica, all’ umanità di ogni singolo individuo.

E a Salerno? 

Nella nostra città esistono diverse presenze di antagonismo sociale, politico e culturale che soffrono la mancanza di sponda nelle sedi decisionali. Comitati sorti dall’emergenza ambientale quali quello del quartiere di Pastena “Giù le mani dal porticciolo” e “In difesa dei Picarielli”, storiche associazioni di solidarietà internazionale come Rete Radiè Resch per la Palestina o la più recente Handala, lo Spazio Sociale Riff Raff con campagne e donazioni a favore degli ambulatori sociali in Grecia, il Comitato Acqua Pubblica, l’associazione “Agorà” con iniziative su consumo critico e immigrazione. E poi c’è la rete degli studenti, gli insegnanti precari, i Cobas, i gruppi contro la violenza sulle donne e contro l’omofobia, i diversi Gas (gruppi acquisto solidale), i “mercatini delle idee” con l’autoproduzione artigianale, testimoniano, insieme a tante altre organizzazioni e gruppi, la ricca costellazione di fermenti politico culturali attivi nella nostra città, spesso dotati di pratiche e logiche innovative a partire dal linguaggio. Si è di fronte a un mondo variegato, dalla realtà frammentaria che nella sua singolare diversità ogni gruppo autonomamente esprime in città, in varie iniziative, ciascuno con il proprio bagaglio di ricchezza, novità e alterità, salvo poi rimanere tutti isolatamente esclusi sia da una sponda civitas istituzionale che da una proficua contaminazione e comunicazione reciproca». Invece? «Sarebbe auspicabile, senza sacrificare diversità e fisionomia di nessuno, se i vari gruppi procedessero ad uno scambio di conoscenza, collaborazione e confronto su singole tematiche, costruendo percorsi comuni su iniziative specifiche che potrebbero portare alla realizzazione di un coordinamento o di una consulta territoriale.

Un “insieme” che potrebbe essere alternativo ai partiti in future competizioni elettorali? 

Sì! Attraverso l’elaborazione di un comune denominatore, potrebbero presentarsi alle elezioni con una lista ed un programma alternativo capace di intercettare giovani e meno giovani, contro la palude del “cretinismo economico” citando Gramsci, oggi identificantesi nel neoliberismo». Un fil rouge che conduce alla “Salerno per l’Altra Europa”? «Tutto a favore di una cultura dell’inclusività dei diversi, degli immigrati, degli emarginati, sintomo di una democrazia partecipativa e non solo formale, dei diritti veri non negoziabili e non precari.