CANTO DI GUERRA

INNO PATRIOTICO DI INCITAMENTO PER LA RIVOLUZIONE GRECA

Il DIPARTIMENTO DI LINGUA GRECA di Napoli e Campania celebra la festa nazionale del 25 Marzo, anniversario dell’Insurrezione Greca del 1821, con un incontro musicale “a distanza” tra gli alunni della Scuola Greca di Napoli e Campania e il laboratorio musicale della tradizione della musica contemporanea greca “Cafè NAMAN”.
Ogni alunno e ogni musicista ha cantato e registrato la canzone in casa propria su una comune base musicale che era già stata registrata in studio. Successivamente, questo materiale audio elaborato e mixato ha portato come risultato la forma finale della canzone.

Θούριος – Incisione sul legno di Jannis Gurzis (particolare)

CANTO DI GUERRA
Versi: Rigas Feraios Velestinlìs (1792) | Versione italiana di Riccardo Venturi
Musica: Christos Leondis (1976)

 

Hanno cantato gli alunni della Scuola Greca di Napoli e Campania:
Elisa Amero
Cecilia Della Monica
Filippo Monaco
Stefania Monaco
Giuseppina – Thalia Malozzi
Andrea Papadimitriou
Sofia – Styliani Salata
Jannis Siettos
Francesco Siettos 

Hanno suonato i musicisti di “Cafè NAMAN”:
Marianna Kyriakoudi (gran cassa)
Alfredo Ledonne (voce)
Eleni Lygerou (chitarra)
Sotiris Papadimitriou (chitarra, bouzouki)
Filomena Russo (pianoforte)
Kostas Siettos (chitarra)

Montaggio e missaggio audio
Davide della Monica

Organizzazione – Coordinamento
Marianna Kyriakoudi

Fin quando, miei arditi, vivremo sugli stretti passi,
solitari come leoni sulle creste delle montagne?
È meglio una sola ora di vita in libertà
che quarant’anni di prigione e schiavitù.

Viviamo nelle grotte, vediamo solo alberi,
fuggiamo via dal mondo per l’amara oppressione
È meglio una sola ora di vita in libertà
che quarant’anni di prigione e schiavitù.

Perdiamo i nostri fratelli, la patria e i genitori,
gli amici, i nostri figli e tutti i nostri cari
È meglio una sola ora di vita in libertà
che quarant’anni di prigione e schiavitù.


Elisa Amero recita “Ελευθερία η Θάνατος” > “Libertà o Morte”


“(…) Quando il Governo violi, abroghi, disprezzi i diritti del popolo, e non ascolti le sue dimostranze, per il popolo, o per ogni parte del popolo, fare la rivoluzione, prendere le armi e punire i suoi tiranni, è il più sacro di tutti i suoi diritti e il più indispensabile dei suoi doveri (…)”.

Questa dichiarazione non è solo un documento tratto da “I Diritti dell’Uomo” di Rigas Velestinlìs. È l’affermazione di uno schiavo contro la schiavitù, l’atteggiamento di esaltazione dell’uomo, la consegna spirituale della storia stessa verso tutti noi, verso il prossimo.


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Prima notizia sul sito ufficiale della “ΕRΤ”
Articolo sul facebook  di “Voice of Greece” della ERT