Itinerario sulle tracce della diaspora greca a Napoli

Visita guidata alla chiesa Greco-Ortodossa dei SS Pietro e Paolo e alla basilica di San Giovanni Maggiore
a cura di Jannis Korinthios

Maggio2014

La Comunità Ellenica di Napoli e Campania nell’ambito della manifestazione del Comune di Napoli MAGGIO DEI MONUMENTI 2014 e delle iniziative promosse dal FORUM UNIVERSALE DELLE CULTURE, organizza una visita guidata “sulle tracce delle diaspora greca a Napoli” come nodo imprescindibile per capire non solo la storia dell’Ellenismo moderno ma anche la storia della stessa Europa in epoca moderna. 


Sabato 24 Maggio 2014 | ore 10:00, chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo dei Nazionali Greci, Via San Tommaso d’Aquino | già Vico dei Greci, 51, 80133 Napoli

Sabato 24 Maggio 2014 | ore 11:30, basilica di San Giovanni Maggiore, Vico Santa Maria dell’Aiuto, 80134 Napoli


CHIESA GRECO-ORTODOSSA DEI SANTI PIETRO E PAOLO

La chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo dei Nazionali Greci, è la più antica chiesa della diaspora greca riparata in occidente dopo la caduta di Costantinopoli. 

Tommaso Assan Paleologo, figlio di Demetrio Assan dei principi di Acaia e Corinto e nipote di Demetrio Paleologo, si rifugiò a Napoli dove i re aragonesi gli tributarono onori e privilegi.
Tommaso Assan Paleologo costruì, nel 1518, nel quartiere di San Giuseppe, tra la via dell’Incoronata, poi vico dei Greci e la via della Cavallerizza, la cappella dei SS. Apostoli e vi appose il suo stemma nobiliare: due leoni in oro rampanti che mantenevano una spada d’argento su uno sfondo rosso.
La chiesetta dei SS. Apostoli costruita dal Paleologo ottenne subito non solo la regia protezione ma perfino una regia dotazione pro majori amplitudine et ornatu.
La chiesa, mentre un tempo costituiva una delle più elevate quote altimetriche del quartiere, è ora l’unico edificio superstite dell’antico vico de’ greci, fortunatamente sfuggita ad una progettata demolizione, ma comunque rimane soffocata nella selva di alti fabbricati costruiti durante il risanamento del rione Carità nel secondo dopoguerra. 

BASILICA DI SAN GIOVANNI MAGGIORE

Le straordinarie stratificazioni all’interno della monumentale basilica di San Giovanni Maggiore ne fanno uno dei complessi architettonici più articolati ed affascinanti di Napoli, un autentico palinsesto e scrigno carico di storia.

Successivamente Tommaso Assan Paleologo eresse, nel 1522-3, un altare gentilizio nella basilica di San Giovanni Maggiore, dedicato Madonna Perivleptos. L’affresco della Madonna Perivleptos è copia di una icona dell’evangelista Luca. L’evangelista Luca è considerato dalla tradizione cristiana come il primo agiografo della Madonna.
La Madonna Perivleptos era particolarmente venerata a Costantinopoli in un grande complesso monastico, dove attualmente sorge la chiesa di San Giorgio degli Armeni.
L’erezione dell’altare gentilizio (seconda cappella della navata sinistra, detta dei Paleologhi o dei Greci) risulta celebrata in una epigrafe marmorea, situata attualmente nella parete destra all’altezza della balaustra: Thomas Demetri F. Assanius Paleologus Senatorii vir ordinis a Bizantio cujus maiores regum adfinitate clari Triballis ac Corinthiis dominati sunt. Eversa a Turcis patria puer ad reges Neapolitanos Aragoneos deductus honesto semper habitus loco fortunam eorum ad extrema terrarum dum vixere non deseruit. Demum senex reversus aram divae genitrici de suo P. an. Sal. hominum MDXXIII; l’epigrafe è in realtà una riproduzione; quella originaria era in lingua greca e si trovava nella chiesa, presso la porta maggiore, almeno fino ai lavori di riattazione della basilica effettuati negli anni 1872-1887.

Bibliografia
Jannis Korinthios, I greci di Napoli e del Meridione d’Italia dal XV al XX secolo
AM&D Edizioni, Cagliari 2012