Chiacchiere al tekès

Venerdì 9 febbraio 2018 – dalle ore 20:00

Gli Evì Evàn festeggiano la Giornata Mondiale della Lingua Greca con il loro spettacolo “Chiacchiere al tekès” al Teatro Spazio X – Via Petrarca, 25 – Parco dei Pini, Caserta.

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Tekés era un locale con finalità e natura ambigue: un bancone da taverna, due o tre bottiglioni di liquori colorati e le saracinesche sempre mezze abbassate. Un posto dove ci si incontrava per fumare il narghilé, chiacchierare, trovare l’amore a pagamento e perdere il tempo con gli amici. Un piccolo spazio oscuro e fumoso dove l’illegalità si mescolava con l’intrattenimento; la borghesia con la malavita. Un modo di passare le serate importato in Grecia dagli immigrati cacciati dalla Turchia dopo la Katastrofì del 1922; un punto di incrocio tra Oriente e Occidente.

Questa sera ci troviamo in un tekès a Caserta, per una serata dal sapore orientale; per ritrovare ritmi di vita lenti e il piacere di ascoltare insieme canzoni di storie di amore maledetto, di porto e di periferie cittadine; di prigioni, di zingare, passione per musica, vino e narghilè dove i ritmi dell’allegria si alternano alle melodie melanconiche.

Un viaggio nel tempo che con le canzoni rebetike, la musica dei negri ellenici, ci riporta alla prima metà del secolo scorso, in un’epoca dove la povertà e la fatica di vivere si vincevano cantando e stando insieme.

L’ensemble è composto da: Dimitris Kotsiouros: bouzouki, cumbus saz – Giorgos Strimpakos: baglamas, canto – Valerio Mileto: chitarra, oud

MALATI DI REBETIKO di Moni Ovadia
Tratto dalla presentazione del secondo disco della band “Rebetiki diadromi”

“Sapete cosa è il rebetiko? “Il rebetiko (Ρεμπέτικο) o rebetika (Ρεμπέτικα) (plurale) è un genere della musica greca. In Grecia è considerato come quello che è il tango per gli argentini, il blues per gli americani e il fado per i portoghesi”. Eccovi l’incipit della definizione schematica di Wikipedia.

Ma se lo volete sapere nei termini di consapevolezza e di risonanza dei sensori dell’anima, del sentimento e dell’emozione musicale più intimo, allora dovete contrarre una malattia perturbante della quale non vorrete più liberarvi. E se non l’avete ancora fatto è l’occasione per lasciarvi andare al meraviglioso contagio.

Il rebetiko vi travolge e vi inocula il magico virus di una grecità eccentrica, esule, meticcia, splendidamente contaminata dall’humus ottomano. L’ellenismo levantino del rebetiko striato di francesismi cosmopoliti accoglie il talento della cultura del ”oppressore” con gagliardia; la fa propria, perché la Grecia del Mediterraneo è sempre stata sul crinale fra Occidente ed Oriente, apollinea e dionisiaca, europea ed anatolica e il suo genio fa dell’essere greco un capolavoro di civilizzazione che ha creato un’interiorità composita fatta di ellinismòs, romeosìni e ellinikòtita, condizioni della cultura, dello spirito e di una lingua unica, sublime e travagliata, il dimotiki (neoellenico) comprensibili solo nella grandissima poesia neogreca dei Kavafis, dei Ritsos dei Seferis degli Elitis e, naturalmente, nelle liriche gaglioffe delle canzoni rebetike.”


I BIGLIETTI SONO DISPONIBILI PRESSO:
– Teatro spazio X, Via Francesco Petrarca, 81100 Caserta CE, Enoteca Le Botti Fuori, C.so Giannone 166, Caserta
– Enoteca Le Botti Fuori, C.so Giannone 166, Caserta
– On-line su ETES http://bit.ly/2BxlOtE
tel: +39 0823 1463415


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