Gerardo Del Prete: la materia

La sensazione ed il recupero di nuova vita.

In occasione della presentazione del libro di Jannis Korinthios “I Greci di Napoli e del Meridione d’Italia dal XV al XX secolo”, l’artista Campano Gerardo Del Prete ha esposto quattro sue opere:
– Bolero
– Ascensione (Tecnica mista su bachelite)1995
– Salvezza (Tecnica mista su camera d’aria) 2000
– Tempio n. 1 (Tecnica mista su pietra di tufo) 2013
Divisionismo e action-painting i motivi ispiratori della tecnica personale, con inclusioni da arte povera, i cui elementi sono utilizzati non come ready-made ma in toni di composizione con fini coloristici, rievocando il recupero e la sensazione di nuova vita.

Il Perché e il Come
Il fare artistico è la strada congeniale della comunicazione, con una componente insostituibile di protagonismo, di voglia di esprimersi e di esporsi (nelle più intime convinzioni), che è una richiesta di attenzione ed una ricerca, indiretta, di soddisfazione.
La voglia di capire fino in fondo la materia, di osservarla, di studiarla, di ascoltarne i richiami profondi, le misteriose e imperscrutabili evocazioni, l’amore per le cose manipolate ed usate (che crediamo di distruggere, di cancellare con l’allontanamento e che invece continuano a vivere e a parlarci), la ricerca dell’astrazione come conoscenza del particolare (anche scientifico) sono i fattori riconoscibili che infondono alle opere una propria inconfondibile vita.
Il lavoro (che, come l’azione di un maratoneta nello sforzo continuo di restare sulla strada, ricorre alle energie più riposte) diventa pur sempre proprietà comune (di un gruppo di collaboratori, di fruitori).
Il senso di lavoro collettivo, intimamente connesso a scelte e interessi artistici, rimane visibile (tutto interno) nelle opere.
Il grado di coinvolgimento e sintonia con lo sforzo espressivo resta infine il vero parametro di realizzazione e “pacificazione” dell’ansia interiore.

Cenno biografico
Gerardo Del Prete è nato a Benevento nel 1946. Vive e opera tra Caserta e S. Nicolala Strada.
Autodidatta, la sua attività si è sviluppata continua, dalle prime esposizioni negli anni ’70 fino ad oggi.
Solo per citare i principali eventi, le personali alla sala “Bella Otero” di Caserta (1987), al centro d’arte di Cassino (1989), alla sede ONU ed al CERN di Ginevra (1989), alla Feltrinelli di Caserta (“Contaminazioni”, 2010).

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